Per la Casa Bianca il "caso Nuland" è un colpo basso della Russia contro l'America

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“La frase: “l’Europa vada a quel paese”, proferita dalla vicesegretario di Stato americano, Victoria Nuland al telefono con l’ambasciatore Usa in Ucraina era una conversazione privata”.

Non torna sull’argomento la portavoce del dipartimento di Stato Jen Psaki che ha però mostrato la rabbia della Casa bianca in merito alla fuga di notizie subito postata sui social network: “È una brutta caduta della Russia in termini di spettacolarizzazione delle notizie. È vero che è accaduto di notte, ma poi il tutto è stato attivamente promosso, ripostato, twettato, e noi lo riteniamo un colpo basso.”

Visto lo sgarbo di Obama che non si è recato a Sochi per l’apertura dei giochi e le tensioni in Ucraina a balzare sul carro delle proteste sono stati quelli del partito comunista russo: “I poteri stranieri, i loro diplomatici, i servizi segreti, sotto diverse spoglie sono loro a muovere i fili delle marionette che guidano le proteste in Ucraina. Questa infame telefonata non fa che confermare questi sospetti che noi abbiamo da tempo”, dice un deputato del gruppo alla Duma.

Il partito comunista non ha gran peso nel parlamento russo, ma il fastidio per l’ingerenza occidentale negli affari ucraini è abbastanza diffuso nel Paese, malgrado a dimostrare di fronte all’ambasciata statunitense a Mosca, fossero solo una manciata di nostalgici del comunismo che fu.

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