Caso marò, ministero indiano esclude ricorso alla pena di morte. Indiscrezioni di stampa locale, De Mistura: aspettiamo udienza

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Milano, 7 feb. (TMNews) - Nessuna richiesta di pena di morte per i due marò italiani. Le indiscrezioni arrivano dalla stampa indiana. Il ministero dell'Interno avrebbe rinunciato ad applicare la legge anti pirateria e anti terrorismo, il Sua Act, al caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due militari italiani trattenuti a New Delhi con l'accusa di aver ucciso due pescatori. La legge, che il governo indiano avrebbe rinunciato ad applicare, prevede anche l'applicazione la pena capitale."Non reagiamo, come in passato, a notizie non ufficiali pubblicate dalla stampa - ha commentato l'inviato speciale Staffan de Mistura - il governo farà sapere la sua posizione durante e dopo l'udienza di lunedì". La Corte suprema indiana, infatti, ha rinviato al 10 di febbraio la decisione sul caso: la soluzione prescelta sarà svelata in aula dal procuratore generale Vahanvati e su questa sarà costruito l'impianto accusatorio. Il ministro degli Esteri Emma Bonino intanto ha ribadito la posizione italiana: i due fucilieri di Marina "non sono né terroristi né pirati".

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