Sudan del Sud: morte e orrore a Bor, diventata una città fantasma. Il paese è dilaniato dalla guerra civile tra i dinka e i nuer

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Milano, 4 feb. (TMNews) - Un panorama di desolazione e orrore. Cadaveri lasciati sul terreno, nel punto in cui sono caduti, tragici testimoni dei violenti attacchi e contrattacchi che hanno segnato il destino di Bor, città di polvere e sabbia nella Repubblica del Sudan del Sud, passata di mano quattro volte dall'inizio di un conflitto feroce nel dicembre scorso.Uno scontro senza pietà tra le forze governative del presidente Salva Kiir, di etnia dinka, e quelle fedeli all'ex vicepresidente Machar, di etnia nuer.Decine di migliaia di abitanti sono fuggiti da Bor, centinaia di altri hanno trovato la morte.Una quarantina di persone sono state massacrate in questa chiesa. Solo una donna, cieca, è sopravvissuta."Mi hanno ritrovata qui e mi hanno trascinato nella chiesa dove stavano massacrando tutti. Erano tanti e hanno cominciato a sparare. Sentivo gli spari, solo Dio ha voluto che fossi risparmiata".Ufficialmente, un cessate il fuoco è entrato in vigore il 24 gennaio scorso. Ma ribelli e forze governative si accusano reciprocamente di avere violato gli accordi firmati ad Addis Abeba e di avere compiuto atrocità contro la popolazione civile.La guerra ha già fatto migliaia di morti. E tarpato le ali alla più giovane nazione africana che ha ottenuto l'indipendenza nel 2011 dopo due decenni di guerra contro il governo centrale.(Immagini Afp)
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