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    Aborto indietro tutta: il vento spagnolo accende l'Europa

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    Il vento anti-abortista che soffia dalla Spagna evoca un ritorno al passato, a seconda di paesi e platee, accolto con timore o speranza.

    In un’Europa spaccata da una legislazione a macchia di leopardo, a guadagnare le piazze sono però finora soprattutto i critici ai restrittivi piani del governo Rajoy.

    “Sono qui perché in Lituania la situazione è molto simile – spiegava una manifestante, in piazza a Bruxelles lo scorso mercoledì – Il nostro parlamento si appresta a votare una legge che vieta l’aborto”.

    Alle manifestanti che chiedono che i diritti delle donne siano iscritti nella Costituzione Europea, a suo modo, il Parlamento Europeo ha già risposto a dicembre, non approvando una una risoluzione che prevedeva il riconoscimento del “diritto all’aborto sicuro e legale”.

    Le spaccature fra i banchi di Strasburgo corrispondono a un panorama legislativo ancora molto variegato.

    Se la maggioranza dei paesi europei riconosce l’aborto come diritto, in altri è limitato ai casi di stupro, rischi per la salute della madre o malformazioni al feto. A Cipro è autorizzato solo in seguito a uno stupro, mentre Malta lo considera un reato, punibile con un massimo di quattro anni di carcere.

    Per la Spagna, la svolta risale al 2010 con Zapatero. Poi, lo scorso dicembre un disegno di legge che, limitando l’aborto ai soli casi di aborto e gravi malformazioni al feto, riporterebbe secondo molti le lancette a una precedente legge del 1985.

    Seppure attutita, per l’Irlanda, la campana del cambiamento è suonata a luglio. Sulla scia del caso di una giovane morta in seguito all’impossibilità di abortire, il Parlamento ha aperto un primo spiraglio e innescato le proteste dei pro-life, autorizzando l’interruzione di gravidanza, nel solo caso la vita della madre sia a rischio.

    Che la stretta di Madrid sia per alcuni già un riferimento, lo dimostrano i pro-life francesi: scesi in piazza negli scorsi giorni contro una recente semplificazione del diritto all’aborto, con colori e slogan in omaggio a una Spagna a cui già ipotizzano di chiedere asilo.