Danimarca, arriva Goldman Sachs, lasciano i socialisti

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Il governo danese apre a Goldman Sachs nella vendita dell’utility statale Dong Energia, e il Partito popolare socialista, in disaccordo, esce dalla maggioranza.

Per condurre in porto l’operazione l’esecutivo può contare comunque sui voti dell’opposizione liberale. Per questo il primo ministro Helle Thorning-Schmidt si dice tranquilla.

“Il governo continuerà il suo lavoro. Nostro primo obiettivo è di condurre il paese fuori dalla crisi lasciando intatto
il forte stato sociale. Le politiche del governo funzionano, e quindi risultano fissate anche le priorità”.

La banca d’affari statunitense potrà acquisire il 18 per cento del capitale di Dong con una operazione da 1,5 miliardi.

L’arrivo di Goldman Sachs provoca forti tensioni politiche. L’ex premier Rasmussen ha esortato a cancellare la vendita, definendo Goldman Sachs “un partner con molte ombre”.

Secondo il sondaggio di una tv, il 68 per cento dei danesi sarebbe contrario all’operazione.

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