Mondo del lusso impara da Amazon e punta su profilazione clienti

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Milano (askanews) - Nonostante la crisi i consumatori di prodotti di lusso in tutto il mondo non fanno che aumentare: oggi sono 380 milioni e nel 2020 raggiungeranno quota 440. Una manna dal cielo per le imprese del settore che però, per giocare la loro partita in un mercato globale che arriverà a valere 880 miliardi di euro, dovranno lavorare soprattutto su due fronti: la profilazione sempre più spinta dei clienti, sul modello Amazon, e lo sviluppo di negozi monomarca capaci di diversi da Paese a Paese. E' il suggerimento della Fondazione Altagamma, presieduta da Andrea Illy, sulla base di una ricerca commissionata a Boston Consulting.
"E' ovvio che a mano a mano che crescono i consumatori, cresce anche la sottosegmentazione all'interno degli stessi, sia dal punto di vista geografico che comportamentale".
La provenienza dei prodotti diventerà un aspetto fondamentale e sempre più conterà anche il passaparola, tanto nella sua componente fisica quanto in quella digitale: "Il modello di business che una volta veniva chiamato bricks and clicks, mattoni come i negozi e i click come visite virtuali, oggi è invertito".
Si tratta, in ogni caso, di clienti abituati già oggi a fare i propri acquisti in giro per il mondo e nella classifica mondiale delle città dello shopping preferite gli astri nascenti sono Singapore, Mosca e Macao.

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