Il New York Times attacca l'olio italiano: suicidio extra vergine. Gran parte non viene dall'Italia ma da Spagna, Marocco e Tunisia

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New York (TMNews) - Il New York Times attacca l'olio italiano. Anziché un teschio, l'oliva con due ossa incrociate. E' questo il nuovo simbolo di pericolo lanciato dal quotidiano Usa e associato all'"adulterazione dell'olio d'oliva italiano".In una serie di pagine web, il quotidiano parla del "suicidio extra vergine" e sostiene che "gran parte dell'olio italiano venduto come olio di oliva non viene dall'Italia ma da Paesi come Spagna, Marocco e Tunisia". La tesi è che in queste nazioni le olive vengono trattate e pressate; l'olio derivante viene poi caricato e spedito via nave. Destinazione: Italia, definita "il più grande importatore al mondo di olio d'oliva".Nelle raffinerie, continua il racconto, l'olio di oliva viene 'tagliato' con olii di bassa qualità e mischiato con beta-carotene "per mascherare il sapore" e clorofilla, "per il colore". Successivamente, continua il Times, l'olio viene imbottigliato ed etichettato come "extra vergine" e distribuito nel mondo con il rispettato marchio di "Made in Italy".

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