Archeo arte, National Gallery agli inglesi: salviamo il Van Dyck

Prova il nostro nuovo lettore
askanews

per askanews

927
18 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Roma (askanews) - La National Portrait Gallery di Londra chiama a soccorso i fondi privati per salvare un prezioso autoritratto di Antoon Van Dyck. In periodi di risorse pubbliche scarse per finalità culturali e artistiche, arriva dall'Inghilterra un modello di collaborazione tra pubblico e privato nella tutela del patrimonio artistico che supera il modulo classico dello sponsor.
Il caso più recente riguarda appunto questo Van Dyck, eseguito in Inghilterra nel 1640 e da allora sempre rimasto nel Regno Unito passando da una collezione all'altra fino all'ultima, quella del Conte di Jersey. L'opera, però, nel 2009, è stata venduta all'asta da Sotheby's per oltre otto milioni di sterline ad un collezionista americano. Che, ovviamente, era intenzionato a portarla rapidamente negli Usa.
Ma la National Gallery e il Governo di Londra hanno prontamente fatto muro ponendo sull'opera , tanto per cominciare, un "Temporary Export Bar", un divieto temporaneo d'esportazione. Contemporaneamente hanno lanciato una raccolta fondi on line per trovare 12 milioni di sterline con cui indennizzare il nuovo proprietario e quindi tenere il Van Dyck a casa. La raccolta sta andando bene e si concluderà a fine marzo.
Non è la prima volta che le autorità inglesi ricorrono a questa sorta di salvataggio pubblico on line per le opere d'arte. L'ultima fu organizzata in favore di una coppia di opere di Tiziano (Diana e Atteone / Diana e Callisto) messe in vendita dagli eredi dei Duchi di Sutherland per 100 milioni di sterline, appena un terzo del valore di mercato. La campagna di raccolta fondi tra Inghilterra e Scozia durò quattro anni ma alla fine l'obiettivo fu raggiunto e le opere adesso sono visibili a tutti nella National Gallery.

0 commenti