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    Egitto, Tahrir solo per i pro al-Sisi, scontri e morti nel Paese

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    euronews (in Italiano)

    per euronews (in Italiano)

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    Tre anni dopo l’avvio della rivoluzione egiziana, il suo luogo simbolo, piazza Tahrir, non è per tutti. Solo ai sostenitori di Khalil al-Sisi, l’uomo forte dell’esercito egiziano, è stato consentito di affollarla.

    Tutto attorno, per il Cairo, è stata giornata di battaglia fra diverse fazioni. Il ministero della Salute riporta che nella giornata di sabato, in tutto l’Egitto, ci sono stati 29 morti, che si aggiungono agli oltre 20 degli attentati della vigilia. Un numero che per altre fonti è sottostimato.

    Gli scontri hanno avuto per protagonisti principali i sostenitori dei Fratelli Musulmani, opposti alla polizia, ma contro gli uni e l’altra ha combattuto anche un altro fronte, contrario sia alla deriva islamica che al governo attuale, ritenuto una sorta di restaurazione dei tempi di Mubarak, imposta dai militari.

    “Questa giornata di celebrazioni funestata da violenti scontri conferma, ancora una volta, che l’unica soluzione per uscire fuori da questa crisi è arrivare a una riconciliazione” afferma il corrispondente di euronews Mohammed Shaikhibrahim, che denuncia le difficili condizioni e le intimidazioni alle quali sono sottoposti i giornalisti.