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    Sicilia e-servizi, Ingroia: "Non accetto accuse da nessuno"

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    askanews

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    Palermo (askanews) - Antonio Ingroia non ci sta. Dopo le polemiche sollevate dall'assunzione di 73 dipendenti del socio privato di "Sicilia e-servizi", la società della Regione siciliana di cui è commissario, ha deciso di replicare a chi lo accusa di avere fatto rientrare uomini vicini all'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, in galera per mafia. Tra questi anche figlia di Stefano Bontade, capomafia ucciso nel 1983. "Il punto non è nè essere figli di o essere raccomandati da tizio o caio. Il punto è se hai competenze per questa azienda. Queste sono le domande a cui dovrà rispondere questa commissione".
    La commissione di cui parla Ingroia è chiamata a verificare se questo personale abbia i requisiti per essere riassorbito e se il socio privato abbia provveduto a formarlo con 66 milioni di euro. Ingroia, intanto, si difende dicendo che grazie alla partecipazione al 100% della Regione nella società ci sarà un risparmio di circa 10 milioni di euro all'anno.