Occupati 7 palazzi del potere nell'ovest, l'Ucraina rischia di spaccarsi

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Mentre a Kiev regge un fragile tregua, a Leopoli, nell’Ucraina occidentale, la protesta antigovernativa non si arresta. La rabbia della folla si è scatenata contro i rappresentanti del potere centrale, provocando un domino di occupazioni e dimissioni.

Il Paese è diviso tra un Occidente che punta all’Unione europea e un Oriente che mantiene legato il cordone ombelicale alla Russia. In questo momento sono sette i palazzi del potere locale in mano agli anti-governativi, tutti nelle regioni occidentali e centrali.

Anche tra i poliziotti serpeggia malumore per le violenze delle forze dell’ordine contro i manifestanti. Alcuni agenti delle forze speciali Berkut si sono già dimessi.

“Così come Gesù è stato picchiato, torturato e messo in croce anche i manifestanti, in tempo di pace, sono torturati e denudati sulla neve – sostiene uno dei poliziotti dimissionari – Mi vergogno dei colleghi che commettono crimini contro il loro stesso popolo”.

La crisi vede tra i protagonisti anche le mamme dei soldati di Leopoli. Sono tra le centinaia di persone che giorno e notte bloccano le uscite dalle caserme. Sono disposte a rischiare fino a tre anni di carcere, pena prevista per chi impedisce il movimento dei militari.

“Dopo le dimissioni di diversi agenti delle forze speciali, i manifestanti chiedono che tutti i militari della Berkut facciano lo stesso – conclude l’inviato di euronews a Leopoli, Mykhaylo Dubyak – Gli attivisti continuano a bloccare la caserma per impedire loro di recarsi a Kiev e disperdere i manifestanti”.

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