Parigi: riflessi d'alta moda

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Il mito della donna farfalla non è una novità ma per far maturare la crisalide ce ne vuole. In passerella a Parigi Jean Paul Gaultier ci prova senza successo. La sua alta moda è un po’ troppo kitsch, un po’ troppo Folies Bergère, infarcita di piume di pavone e ali di papillon adatta a Bluebell leziose. Inoltre ci sono tutti i possibili lepidotteri per la gioia forse di qualche entomologo ma non della critica.

Jean Paul Gaultier, stilista:
“L’ispirazione viene solo dalle farfalle, ci sono diversi tipi di farfalle notturne e diurne, farfalle parigine, piccole farfalle parigine che sono diventate delle farfalle, creature da spettacolo, si perde un po’ la connotazione sessuale ma tutto resta elegente chic e molto sartoriale”.

Un po’ carnevalesca l’uscita nel gran finale della signora del burlesque Dita von Teese, attrice sicuramente procace ma non piu’ fresca.

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C‘è tutta la maestria della vera haute couture sulla passerella di Elie Saab, stilista libanese cinquantenne che da trent’anni affascina le belle riccone d’oriente e d’occidente.

Questa volta l’atmofera si veste di bianco, corallo, giallo oro, indaco e sfodera complesse lavorazioni tridimensionali frutto di una grande manualità declinata in applicazioni, ricami e cristalli per un effetto fiorito ed elegiaco.

Le uscite sulla scena sembrano evocare la grandezza di un passato idealizzato dall’eterea grazia di un dipinto ad acquerello. Domina la linea impero con tanto di strascico, spalle nude o appena velate dal tulle dove i fiori dell’abito si spandono sull’incarnato di chi l’indossa con attitudine classica.

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