La memoria ritrovata, l'urna etrusca con il mito di Enomao. L'ipogeo dei Cacni scoperto in una cantina di Perugia

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Roma (TMNews) - Un intero ipogeo etrusco ritrovato in una cantina vicino Perugia: è uno dei tesori della mostra la Memoria Ritrovata. Ce lo racconta il consigliere del Quirinale per la Conservazione del Patrimonio Artistico, Louis Godart: "Durante lo scavo per la fondazione di una casa, circa due anni fa, in località Elce nella periferia di Perugia, la ruspa ha scoperto, ahimé la ruspa ha scoperto una cosa straordinaria, l'ipogeo, un grande mauseoleo della famiglia principesca dei Cacni, una grande famiglia dell'aristocrazia etrusca". "Questo ipogeo conteneva in tutto 23 urne, tutte recuperate dai Carabinieri, e alcune sono veramente strepitose perché raccontano dei miti della Grecia antica, come qui per esempio il mito di Enomao e di Pelope. Enomao è questo signore: aveva una bellissima figlia, Ipodamia, ed era geloso della figlia e non voleva che si sposasse; ma ovviamente Ipodamia aveva molti pretendenti. E lui sfidava i pretendenti alla corsa con il carro. Siccome aveva dei cavalli veloci come il vento, sconfiggeva i pretendenti e poi li uccideva. Ma un giorno arriva un pretendente particolarmente bello, era questo qua, manca ovviamente la parte alta del corpo, abbiamo la mano che afferra i capelli di Enomao. E questo pretendente ero Pelope, e Pelope, bel ragazzo, immediatamente colpisce Ipodamia"."Ipodamia si innamora di Pelope, e sa benissimo che il padre sta per sfidarlo alla corsa dei cavalli. Ipodamia tradisce il padre, chiedendo a un servitore di sostituire l'asse del carro con un asse di cera. Ovviamente parte il carro di Enomao, l'asse si spacca ed Enomao lo vediamo qui imbrigliato quanto Pelope lo afferra per i capelli e sta per ucciderlo, esattamente quello che è raccontato in questo straordinario documento che proviene dall'ipogeo dei Cacni"."Badate una cosa straordinaria: vedete questa doratura, questo è oro, questa urna era decorata con polvere di oro, il che dimostra la ricchezza della famiglia dei Cacni, che poteva dedicare alla memoria dei propri cari capolavori di questo genere".

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