India: stuprata per ordine del capovillaggio, 13 arrestati

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Uno stupro di gruppo inflitto come punizione a una ragazza trovata in casa con un amico. È l’ennesimo caso di violenza in India, dove per tradizione il disonore ricade sulla vittima, ma dove l’opinione pubblica sta prendendo coscienza di questa piaga e gli aggressori vengono sempre più spesso denunciati.

La giovane, benché ferita, si è rivolta alle autorità, facendo arrestare 13 uomini, tra cui il capovillaggio.
E’ avvenuto in una piccola località del Bengala Occidentale, dove un consiglio degli “anziani” amministra ancora arbitrariamente la giustizia. Dapprima la coppia era stata condannata a pagare 300 euro di multa, somma di cui non disponeva. Poi la violenza.

“Nessuno ha il diritto di ordinare uno stupro” ricorda una rappresentante della commissione nazionale per le donne, Nirmala Sawant Prabhavalkar. “È illegale. I responsabili di questo crimine saranno puniti. La vittima deve ottenere giustizia.”

“Stanno succedendo episodi vergognosi nel nostro Paese” dichiara un esponente dell’opposizione, Kirti Azad. “Se non verranno prese misure più rigide e non si metterà paura a chi li compie, questi fatti continueranno ad accadere.”

Per aver presentato denuncia, l’intera famiglia ha dovuto abbandonare il villaggio. Sempre nel Bengala Occidentale, recentemente, ha suscitato sdegno la morte di una ragazza, stuprata due volte e bruciata viva per aver denunciato i colpevoli.

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