Egitto, Amnesty: A 3 anni da rivoluzione, repressione senza sosta

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Roma (askanews) - Non c'è pace per l'Egitto. Dopo il caos e i disordini che hanno portato prima alla caduta del regime di Hosni Mubarak e poi alla destituzione del presidente eletto Mohamed Morsi, Amnesty International lancia, alla vigilia del terzo anniversario della "rivoluzione del 25 gennaio", un preoccupante allarme: le autorità del Paese africano stanno usando ogni mezzo a loro disposizione per sopprimere il dissenso e violare i diritti umani.
In un rapporto, l'organizzazione internazionale dipinge un quadro sconfortante sulla situazione dei diritti e delle libertà in Egitto dalla deposizione, nel luglio 2013, del presidente islamista.
'Negli ultimi sette mesi, l'Egitto ha assistito a una serie di dannosi colpi ai diritti umani e a una violenza di stato senza precedenti. Tre anni dopo, le richieste di dignità e diritti umani della 'rivoluzione del 25 gennaio' restano più lontane che mai. Parecchi dei promotori sono dietro le sbarre mentre repressione e impunità sono all'ordine del giorno', sottolinea Amnesty International.

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