Erdogan a Bruxelles tra crisi politica e negoziati

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A cinque anni di distanza il premier turco Recep Tayyip Erdogan torna in visita ufficiale a Bruxelles. Il viaggio in un momento difficile per la Turchia,ancora sottosopra per lo scandalo corruzione. Dal 17 dicembre, inizio dell’operazione “grande tangente” decine gli arresti tra politici, uomini d’affari e banchieri vicini al governo compresi tre figli di altrettanti ministri subito dimissionari. Non solo crisi di credibilità , ma anche economica, con la borsa turca ai minimi da anni.

Per Steven Blockmans, del centro per le politiche europee: “E’ abbastanza ironico che il primo ministro e il suo governo, che negli ultimi due anni hanno ingaggiato una crociata contro la corruzione, siano impegnati oggi a proteggere chi é finito sotto inchiesta” Continua Blockmans:“L’Unione europea ribadirà alla Turchia di far fronte agli impegni presi al momento dell’avvio dei negoziati di accesso” riprende Blockmans “minacciando la perdita del proprio status se le riforme fatte in passato venissero rimesse in discussione”

Il Premier Erdogan ha, infatti, risposto alla maxi inchiesta avviata dalla magistratura turca con l’epurazione e il trasferimento di decine di ufficiali di polizia e con la proposta di una riforma del sistema giudiziario nazionale. Una riforma che a dispetto di quanto approvato nel 2010 mette di nuovo a rischio l’indipendenza dei giudici. Uno dei punti definiti imprescindibili da Bruxelles per il futuro ingresso di Ankara nell’Ue.

Ripresi nell’autunno del 2013, dopo tre anni e mezzo di stallo, i negoziati per l’accesso della Turchia all’Unione europea rischiano di essere bloccati di nuovo.

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