USA: reazioni tiepide alla riforma della NSA

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Sono tiepide le reazioni alle proposte di riforma della National Security Agency. Il presidente Barack Obama che ha illustrato il nuovo decreto sulla riforma del servizio segreto ha assicurato che la raccolta di megadati sarà autorizzata solo in sei casi. Tra questi spionaggio e altre minacce dirette da poteri stranieri contro gli Stati Uniti e proliferazione o uso di armi di distruzione di massa.
Un passo avanti indotto dallo scandalo scoppiato dopo le rivelazioni di Edward Snowden.

“L’intelligence – dice Cindy Cohn, di Electronic Frontier Foundation – ha oltrepassato i limiti violando la privacy di persone innocenti in molti settori, penso sia positivo che il Presidente stia cercando di migliorare le cose. Ma non dobbiamo perdere di vista l’aspetto globale del problema visto che abbiamo ancora molta strada da fare”.

I sostenitori di Obama rivendicano la portata della riforma, non solo realizzata per riconquistare la fiducia dei cittadini.

“Mi piacerebbe – sottolinea Bruce Riedel analista di Brookings Institution ed ex consigliere di Obama – vedere anche altri paesi produrre un documento equivalente a quello presidenziale che dice: ecco i principi secondo i quali opererà il mio servizio di intelligence, non verranno compiute discriminazioni mirate contro realtà sociali, non si potranno raccogliere informazioni per interessi cooporativi o per spionaggio industriale”.

Dall’altra parte dell’oceano la riforma presentata da Obama è stata invece bocciata dal fondatore di Wikiliaks, Julian Assange, che l’ha giudicata “imbarazzante”.

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