Repubblica Centrafricana: ancora scontri a poche ore dalle elezioni

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Il centro Unicef di Bangui accoglie i ragazzi coinvolti nel conflitto centrafricano. Si tratta di minori rilasciati da gruppi armati che oltre a sfruttarli sessualmente, li costringevano a combattere e a pulire le armi. Si stima siano 6000 in totale i bambini-soldato in Repubblica Centrafricana. Il Paese lunedì vota per scegliere il nuovo presidente.

“Alcuni di questi ragazzi sono rimasti con i gruppi armati per un anno, altri per due anni, altri di meno. Per cui hanno vissuto separati dai genitori”, afferma Jean Lokenga, direttore del settore protezione infanzia dell’Unicef in Repubblica Centrafricana. “L’Unicef sta lavorando per il ricongiungimento con le famiglie”.

Mentre si registrano ancora violenze nel Paese dopo dieci mesi di caos, arrivano i militari ruandesi, trasportati dall’aeronautica statunitense, per contribuire a garantire la sicurezza accanto ai soldati francesi e dell’Unione Africana.
E lunedì i ministri degli Esteri europei discuteranno di una eventuale missione in Repubblica Centrafricana.

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