Egitto al voto per il referendum costituzionale voluto dai militari di Al Sisi

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L’Egitto torna al voto. Oggi e domani, gli elettori sono chiamati a esprimersi sul primo referendum costituzionale dopo la deposizione del presidente Morsi.

Se una vittoria del Si è pressoché scontata, sarà il dato sull’affluenza a misurare la portata del trionfo del generale Al Sisi, il cui volto campeggia sui manifesti affissi un po’ ovunque al Cairo. La sua candidatura alle elezioni presidenziali che dovrebbero svolgersi entro l’estate è data quasi per certa.

Secondo l’analista Youssef Sidhom, “il consenso di cui gode il generale deriva dal suo ruolo nel colpo di Stato del 30 giugno: i militari si sono schierati con quella parte di egiziani che voleva farla finita con Mohammed Morsi”. Forte di questa approvazione, Al Sisi avrebbe praticamente la strada spianata per la presidenza.

La Fratellanza Musulmana, ora bandita come organizzazione terroristica e pressoché decapitata dopo l’arresto dei suoi quadri dirigenti, invita i propri militanti a boicottare il referendum e ostacolare l’accesso ai seggi. Operazione difficile, con esercito e polizia mobilitati in tutto il paese.

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