Il Jobs Act di Matteo Renzi, una proposta per il lavoro. Il segretario PD vuole varare un'altra riforma

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Roma, (TMNews) - Matteo Renzi ha insistito per presentarlo cogliendo un po' di sorpresa la sua stessa squadra, e il Jobs Act del segretario democratico per ora è "solo una bozza" che verrà presentata il 16 gennaio alla direzione del partito. Ma intanto il documento sul lavoro è uscito, altro pezzo del puzzle che il sindaco di Firenze mette insieme per dimostrare che fa sul serio quando parla di imporre riforme. Da aggredire, per il segretario Pd, sono i costi della burocrazia e dell'energia, veri motivi per i quali le aziende decidono di lasciare l'Italia. Come ha recentemente detto, "Non puoi parlare di creare lavoro nel sistema manifatturiero tradizionale se hai un costo dell'energia del 30% più alto di quello dei Paesi concorrenti".Il documento chiede la presentazione entro otto mesi di un codice del lavoro che semplifichi tutte le regole attualmente esistenti e sia ben comprensibile anche all'estero. E poi prevede per chi perde il posto di lavoro "un assegno universale". E ancora novità sulla rappresentanza sindacale, una agenzia unica per coordinare i centri dell'impiego, promesse sulla trasparenza e la lotta alla burocrazia, e un piano industriale specifico per creare impieghi in sette settori.Quanto alle tutele per il lavoro, il testo non cita mai l'articolo 18 ma parla di un processo verso un contratto di inserimento a tempo indeterminato. Secondo Renzi, "Contemporaneamente, solo alla fine, c'è la discussione non ideologica sulle regole contrattuali che dia garanzie a chi in questi anni non le ha avute".Per Renzi l'Italia ha tutto per farcela. È un Paese che ha una forza straordinaria ma è stato gestito in questi anni da una classe dirigente mediocre. Intanto sul suo piano, dice, sono gradite idee, critiche, commenti.

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