Israele, protestano 10mila richiedenti asilo

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Roma, (askanews) - Non si arresta la protesta degli immigrati nordafricani, soprattutto eritrei e sudanesi, in Israele contro la politica del governo di Tel Aviv in materia di asilo e assistenza.
Per il quarto giorno consecutivo, oltre 10mila immigrati richiedenti asilo si sono ritrovati davanti al Parlamento a Gerusalemme. I militari israeliani presidiano l'area della Knesset per assicurare l'ordine.
Ma da parte del governo non c'è alcun segnale di dialogo. Il presidente del Parlamento, Yuli Edelstein ha negato l'accesso alla Knesset di quattro rappresentanti dei manifestanti che erano stati invitati a un incontro da alcuni deputati. Il presidente Edelstein ha giustificato la sua decisione spiegando che intende evitare provocazioni che possano degenerare in violenze e disordini.
I manifestanti intanto continuano la protesta intonando slogan: "Siamo rifugiati, abbiamo bisogno di protezione".
Il 5 gennaio in 30mila hanno sfilato per le strade di Tel Aviv per denunciare il rifiuto delle autorità israeliane di esaminare le loro richieste per ottenere lo status di rifugiato e contro la detenzione di centinaia di richiedenti asilo in strutture paragonate al carcere.
Il 10 dicembre 2013 è stata varata una nuova legge sull'immigrazione che permette al governo di trattenere in strutture detentive gli immigrati clandestini fino ad un anno senza processo. Le autorità israeliane, che stimano in circa 52mila il numero di africani entrati clandestinamente e che si trovano ancora in Israele, hanno lanciato nel 2012 una campagna che ha portato all'espulsione di quasi 4mila immigrati.
Immagini: Afp

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