Cambogia e Bangladesh, lo sfruttamento che arricchisce l'Occidente

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Le manifestazioni degli operai del settore tessile in Cambogia e Bangladesh sono ricorrenti e a volte si trasformano in tragedia. I lavoratori reclamano aumenti salariali, in Cambogia 118 euro al mese, il doppio di quanto guadagnano attualmente.

La protesta è iniziata dopo il crollo del Rana Plaza alla periferia di Dacca, in Bangladesh il 24 aprile scorso. L’immobile, che ospitava diversi laboratori tessili che lavoravano per marchi d’abbigliamento internazionali, è sprofondato facendo oltre mille morti.

Un edificio vetusto, rovinato da crepe, come tanti altri in Bangladesh dove vengono stipati migliaia di operai pagati una miseria. E’ stato il più grave incidente industriale nella storia del Paese, ma tanti altri avvengono regolarmente. In otto mesi poco è stato fatto per imprimere una svolta.

In Bangladesh e in Cambogia l’industria tessile è in pieno boom, contribuendo in modo deciso al PIL e alle esportazioni dei due Paesi. Impiega una vasta manodopera composta in Cambogia per il 90 per cento da giovani donne. Ma ci sono anche bambini sottopagati. Il salario mensile è di 50 euro in Bangladesh, 59 in Cambogia, la metà circa di quello cinese.

Proprio per i costi minori la Cina delocalizza in questi Paesi dove investe grandi capitali per la produzione tessile. Qui gli operai sono costretti a lavorare 15 ore al giorno, 7 giorni su 7. Un vantaggio per le grandi imprese internazionali: ad esempio se una maglietta è venduta a 29 euro in Europa, all’operaio vanno appena 18 centesimi.

Ventinove grandi gruppi internazionali d’abbigliamento sono coinvolti nella tragedia di Dacca visto che lì venivano cuciti i loro capi. Solo tre finora hanno annunciato la partecipazione al fondo di risarcimento. Gli altri preferiscono distogliere lo sguardo.

L’Asia del sud è diventata la macchina per cucire dei Paesi ricchi. Il settore è vitale per le economie di questi Paesi poveri, ma i lavoratori non godono dei vantaggi. Sono solo sfruttati dall’Occidente e dalla Cina.

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