Siria, flottiglia per recupero arsenale chimico pronta a lasciare Limassol

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La missione per il recupero dell’arsenale chimico siriano dovrebbe lasciare venerdì 3 gennaio il porto cipriota di Limassol. Lo riferiscono i media dell’isola. Non si sa ancora, però, quando potrà raggiungere le coste siriane.

Nel porto di Limassol è previsto anche l’arrivo della fregata cinese Yancheng, che prenderà parte alle operazioni per la rimozione dell’arsenale.

Due navi mercantili e due unità militari attendono da tre giorni il via libera dalla missione Onu. Ma dove porteranno le armi che caricheranno?

Lo spiega il comandante dell’unità danese, il commodoro Torben Mikkelsen: “dipende da cosa caricheremo, perché parte del materiale dovrà essere trasferito a bordo della nave statunitense Cape Ray, mentre un’altra andrà nel Regno Unito. Quindi dipende da quale tipo di carico troveremo nel porto di Latakia”.

La Cape Ray è stata attrezzata con due unità per lo smaltimento delle armi chimiche, dal costo di 5 milioni di dollari l’una. Le autorità statunitensi prevedono che dovranno essere trattate 700 tonnellate di materiale tossico nell’arco di 90 giorni. Le operazioni verranno effettuate in un punto imprecisato del Mediterraneo.

Un primo tentativo da parte della flottiglia proveniente da Norvegia e Danimarca di raggiungere la Siria è stato fermato il 31 dicembre, data nella quale scadeva l’ultimatum a Damasco per la raccolta delle armi chimiche da consegnare, non ancora portata a compimento.

Mikkelsen, ha affermato che i nuovi ordini verranno attesi in acque internazionali.

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