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Un regista giapponese combatte contro la lobby del nucleare. Film sui profughi di Fukushima autoprodotto con il crowdfunding

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Tokyo (TMNews) - Queste sequenze sono tratte dal film "La casa del sol levante" docu-fiction del giapponese Takafumi Ota autoprodotta grazie al crowdfunding. Attraverso le vicende di una famiglia giapponese lacerata da un incidente nucleare, Ota offre uno spaccato sui profughi del dopo Fukushima, la centrale atomica distrutta dallo tsunami del 2011. Un tema controverso in Giappone e un'impresa non facile per lo stesso regista che, dice, ha dovuto lottare contro la mancanza di finanziamenti e il boicottaggio della sua opera da parte della lobby del nucleare."I media parlano sempre di meno del problema dei rifugiati causati dal disastro nucleare in Giappone - spiega il regista - mi sono chiesto cosa potevo fare così ho pensato di realizzare questo film per far passare il messaggio che giornali e televisioni non trasmettono più".La cosa però si è rivelata più difficile del previsto. Ed è solo grazie a una ricerca di fondi privati che il film ha potuto vedere la luce, sostenuto da quell'ampia parte di cittadini giapponesi che, 3 anni dopo il disastro di Fukushima, si battono per impedire il ritorno dell'energia atomica nel Paese."I giapponesi hanno una tendenza alla passività - dice questa donna - è una battaglia talmente difficile che la gente tende ad arrendersi, invece bisogna continuare a combattere".La battaglia antinucleare, in effetti, non è facile. Secondo gli esperti, alcune tra le più importanti imprese giapponesi cercano di soffocare la voce della protesta nel nome dell'economia e della produzione energetica, messe in crisi, dicono, dalla denuclearizzazione con lo switch-off temporaneo dei 50 reattori giapponesi, maturata dal governo dopo Fukushima.(Immagini Afp)