Terrorismo in Russia: l'opinione dell'esperto

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L’attacco kamikaze di oggi è il secondo attentato suicida in due giorni a Volgograd, nel sud della Russia. Attacchi mortali, come quello indimenticabile di ottobre.

Alexey Malashenko, professore di scienze politiche al Carnegie Moscow Centre, raggiunto al telefono, prova a darci una spiegazione di ció che sta accadendo.

Chi c‘è, secondo lei, dietro gli attacchi di Volgograd e quali sono gli obiettivi?

“Nessuno lo sa, anche al FSB, il servizio federale di sicurezza, altrimenti ci avrebbero avvisato o fatto un cenno per tutelarsi, visto che hanno ‘bucato’ la minaccia. E questo (ovvero l’ignoto) è la cosa più importante degli attacchi. Gli obiettivi – a dimostrazione che, ancora una volta, i terroristi esistono – sono forti; possono punire chiunque e anche dare uno schiaffo in faccia al Presidente russo durante i festeggiamenti del Capodanno”.

Lei cosa pensa, gli attacchi continueranno?

“Questa è la domanda che si fa tutta la Russia, perché prima perlomeno avevamo la certezza che il primo episodio in ottobre, sul bus, fosse un caso isolato. Ma ora ovviamente ognuno sta riflettendo su dove e quando accadrà di nuovo”.

Quali conseguenze potrebbe avere questo sul futuro della Russia e, soprattutto, che impatto avrà sui giochi olimpici invernali di Sochi?

“Penso che ci saranno meno persone del previsto alle Olimpiadi e la società, la gente comune, avrà la sensazione che le autorità russe non siano affatto in grado di proteggere la gente, salvarla da questi eccessi. Ecco perché se – Dio non voglia – accadrà ancora prima dell’anno nuovo a San Pietroburgo o a Mosca – nessuno si sorprenderà. Piuttosto la gente sarà ancora piú arrabbiata di quanto già non lo sia ora”.

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