La diaspora dei profughi siriani in fuga dalla guerra

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Giordania, (askanews) - Scappano dalla Siria in guerra, destinazione i Paesi di confine, ma anche altre mete, in Europa e più lontano, sino agli Stati Uniti e all'Australia. I profughi siriani sono più di tre milioni: i campi in Giordania, Iraq, Libano e Turchia sono al collasso e anche se i confini restano aperti i nuovi arrivati vengono spesso respinti. "Tutti i giorni arriva una commissione, ma è inutile: non abbiamo coperte, non abbiamo spugne, i nostri figli sono sempre ammalati" si lamenta una rifugiata di Qusayr.
Tra le mete dei rifugiati siriani c'è la Svezia, primo Paese in Europa a garantire alloggio a tutti, con l'eccezione dei criminali di guerra: "La maggior parte dei Comuni, sono oltre 290, si assumono questa responsabilità ma non basta, c'è molto bisogno" spiega Mikael Ribbenvik, responsabile dell'immigrazione.
Diciassette Paesi hanno dato la disponibilità ad accogliere i rifugiati. Molti si sono stabiliti in Bulgaria, dove vivono in condizioni precarie nelle tendopoli sotto la protezione della polizia. Centinaia in alternativa tentano la traversata via mare, diretti in Italia: spesso il viaggio finisce in tragedia, a ottobre ne sono morti 500, i sopravvissuti finiscono nel centro di accoglienza di Lampedusa già al collasso.
L'Onu stima che ospitare oltre mezzo milione di persone solo in Giordania costi cinque miliardi di dollari in due anni. Se il negoziato diplomatico fallirà nel 2014 è previsto l'arrivo di un altro milione e mezzo di persone.
(immagini Afp)

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