Turchia, scandalo corruzione: esonerato dal caso il pubblico ministero

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Lo scandalo di corruzione fa saltare altre teste e trascina a fondo la borsa in Turchia. In tutta fretta il premier Recep Tayyip Erdogan ha proceduto a un rimpasto di governo con dieci nuovi nomi a lui vicini, mentre il pubblico ministero che ha seguito le indagini è stato esonerato dal caso.

Ufficialmente – stando a quanto spiega il procuratore capo di Istanbul – per averlo gestito male e per avere divulgato informazioni alla stampa senza avvertire i superiori.

Con una dichiarazione diffusa sui media, Muammer Akkas aveva denunciato pressioni sul sistema giudiziario, anche in vista di una nuova fase dell’inchiesta, potenzialmente ancora più esplosiva di quella che ha portato all’arresto di decine di persone, tra cui figli dei tre ministri dimissionari all’origine del rimpasto. Nel mirino – secondo indiscrezioni – anche il figlio del premier.

La peggiore crisi politica degli undici anni di governo di Erdogan ha trascinato la lira turca ai minimi storici e ha scatenato di nuovo la protesta nel Paese che – con la memoria ancora fresca delle manifestazioni di massa di Gezi Park dell’estate – si prepara a un venerdì di mobilitazione.

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