"Terroristi". I Fratelli Musulmani rispondono al governo egiziano

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I Fratelli Musulmani non ci stanno: “Il governo vuole liquidare gli avversari politici”, hanno detto dopo essere stati dichiarati organizzazione terroristica a causa dell’attentato di Mansura.

Ma per l’esecutivo appoggiato dal generale Abdel Fattah al-Sisi non c‘è dubbio: i responsabili sono loro.

Inutile la condanna dell’attacco che martedì mattina, nella città a un centinaio di chilometri a nord del Cairo, ha causato 16 vittime e centinaia di feriti.

Nonostante la rivendicazione da parte di un gruppo ispirato ad al-Qaeda, l’Ansar Bayt al-Maqdis, per gran parte della popolazione sono colpevoli.

“La decisione di dichiarare i Fratelli Musulmani un gruppo terroristico è giustissima, visto quanto successo ultimamente nel Paese”, commenta un abitante del Cairo.

“È terribile vedere morire ogni giorni soldati innocenti, e con delle esplosioni ogni due per tre, il Paese non riuscirà a fare passi in avanti”, aggiunge.

Secondo gli analisti, la mossa del governo egiziano ad interim segna una svolta nel giro di vite contro il movimento che aveva portato al portato al potere Mohamed Morsi.

Dopo la deposizione del presidente da parte dei militari a luglio, la repressione ha causato centinaia di morti e migliaia di arresti.

I responsabili del gruppo hanno dichiarato che la protesta continuerà, ma da oggi le autorità possono incriminare qualsiasi membro, i finanziatori e chiunque promuova le loro idee.

Sullo sfondo la delicata transizione per ritornare alla democrazia: a gennaio si terrà il referendum sulla nuova costituzione, seguito dalle elezioni parlamentari e presidenziali.

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