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    Ucraina: viaggio al centro dell'euroscetticismo

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    Se l’Ucraina occidentale e le grandi città si dicono pro-Europa, la parte orentale del paese è di cultura russofona, ma soprattutto è qui che il presidente Viktor Yanukovitch prende i suoi voti.

    Siamo andati nel distretto industriale di Dombass, a Donetsk, uno dei capisaldi del Partito delle Regioni, il partito del presidente.

    A casa di una famiglia da generazioni legata all’industria del carbone i suoi membri non capiscono tutto questo europeismo di alcuni connazionali nella capitale: “Dovremo essere cittadini con uguali diritti e non che l’Unione europea viene e ci dice come vivere. Il nostro carbone in Europa è inutile, in Europa diventeremmo inutili”.

    “Qui la gente lavora, non ha tempo per scontrarsi con la polizia, per distruggere le vestigia del nostro passato e le statue di Lenin come a Kiev. Abbiamo da fare”, dice un’altra persona.

    Eppure anche a Donetsk c‘è chi sostiene l’avvicinamento dell’Ucraina all’Unione Europea e critica la politica del presidente Yanukovitch. Pochi che si riuniscono in centro città.

    “L’accordo con la Russia servirà solo a qualche oligarca della regione. Non porterà nulla di buono ai cittadini comuni. Non avremo sconti sulle bollette”, afferma una ragazza.

    “Qui a Donetsk le autorità sono onnipresenti e la quasi totalità delle persone votano per il partito del presidete, ma persino qui ci sono persone favorevoli all’avvicinamento all’Europa”, aggiunge un altro.

    L’opinione ucraina continua ad essere spaccata non solo fra est e ovest, ma anche fra città e provincia. Almeno a guardare la quantità di pro europeisti in strada a Donesk.