Tangentopoli turca, Ue preoccupata da scontro politica-giustizia

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La tangentopoli turca fa scoppiare la guerra tra potere politico e giustizia, provocando la reazione dell’Unione europea. Dopo l’arresto di 52 nomi eccellenti vicini all’esecutivo del premier Recep Tayyip Erdogan, fra cui i figli di tre importanti ministri, il premier silura il capo della polizia di Istanbul e 29 dirigenti.

L’opposizione denuncia un “intervento politico” nel più grande scandalo nella storia della Repubblica e pretende le dimissioni del governo, mentre Bruxelles chiede ad Ankara che siano condotte indagini imparziali.

“Sono un funzionario dello Stato – dice l’ex capo della polizia di Istanbul, Huseyin Capkin – I funzionari pubblici possono essere nominati e rimossi. Ho cercato di servire il mio Paese e la gente di questo Paese per quattro anni e mezzo”.

Erdogan aveva duramente contestato l’operazione anticorruzione condotta dalla polizia, definendola una manovra sporca contro il governo. Molti commentatori vedono la mano dei suoi ex alleati della potente confraternita islamica guidata dal predicatore Fetullah Gulen. Fra ‘erdoganiani’ e ‘gulenisti’, molto influenti in polizia e magistratura, è ormai scontro aperto. Il premier starebbe preparando un rimpasto di governo per sostituire tra i 7 e i 12 ministri.

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