Storia del 2013, le elezioni, il nuovo Papa e il Datagate. Nei primi 6 mesi la strage di Boston e le proteste in Turchia

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Milano, (TMNews) - Il 2013 inizia con il botto dal punto di vista politico. Il 24 e 25 febbraio ci sono le elezioni: dalle urne esce un Paese diviso. Il Pd ottiene più voti ma non ha i numeri per governare, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo entra in massa in Parlamento, Silvio Berlusconi, dato per spacciato, si rivela decisivo. Pierluigi Bersani prova a formare un governo, ma si scontra con il no alle alleanze dei 5 Stelle e deve gettare la spugna. Si esce dallo stallo solo ad aprile, per l'intervento di Giorgio Napolitano, riconfermato Presidente della Repubblica: il 28 Enrico Letta assume l'incarico di presidente del Consiglio.I primi mesi del 2013 segnano anche una svolta per la Chiesa. L'11 febbraio Papa Benedetto XVI annuncia a sorpresa le dimissioni: si ritirerà a una vita di studio. Il 28 febbraio ha inizio la sede apostolica vacante, il 12 marzo inizia il Conclave. Il nuovo Papa, eletto il giorno dopo, è il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires: prende il nome di Francesco.Il 15 aprile la maratona di Boston si tinge di sangue: due bombe piazzate vicino al traguardo esplodono durante la corsa, provocando tre morti e circa 170 feriti. I responsabili secondo l'Fbi sono i fratelli Tsarnaev, di origine cecena.Il 7 maggio il porto di Genova è teatro di una tragedia: durante la notte la nave portacointainer Jolly Nero si schianta contro la torre dei piloti e la fa crollare, provocando 9 morti.Alla fine del mese scoppia la protesta in Turchia: centinaia di migliaia di persone scendono in piazza dopo la decisione del governo di costruire un centro commerciale a Gezi Park, cuore verde di Istanbul. Le manifestazioni di piazza Taksim diventano una richiesta di maggiore libertà di espressione al premier Erdogan, che le reprime con violenza. Il bilancio finale è di diversi morti e migliaia di arresti.A giugno esplode lo scandalo Datagate, caso internazionale che per mesi occupa le prime pagine dei giornali: Edward Snowden, ex tecnico della National Security Agency, è la talpa della più grande fuga di notizie sull'intelligence degli Stati Uniti. Al Guardian racconta i dettagli del programma di sorveglianza: centinaia di milioni di cittadini risultano spiati. Partono le accuse reciproche, è scontro tra Stati Uniti e Francia e con la Germania: Berlino accusa Washington di aver sorvegliato anche il cellulare della cancelliera Angela Merkel.(immagini Afp)

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