Turchia: imponente retata anti-corruzione

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Imponente retata anti-corruzione in turchia, arrestate più di cinquanta persone tra le quali anche i figli dei ministri dell’Interno, dell’Economia e dell’Ambiente. In manette anche imprenditori delle costruzioni e il direttore della Halkbankasi, o Banca Popolare, una delle principali banche pubbliche del Paese.

Secondo l’accusa, gli episodi di corruzione riguarderebbero mazzette per alcuni appalti, in un periodo, quello del governo Erdogan, in cui la Turchia ha registrato un forte boom edilizio, in buona parte d’iniziativa pubblica.

Il premier però lamenta un complotto, e accusa:

“Coloro che ricevono l’aiuto di circoli finanziari e mediatici non possono cambiare la direzione di questo Paese. Quelli che sono supportati da circoli oscuri all’interno e all’esterno del Paese non possono cambiare la direzione della Turchia”.

Il riferimento è alle potenti relazioni nella polizia, nei servizi e nel settore giudiziario di un importante leader religioso, Fetullah Gülen, recentemente entrato in urto con il governo per via della decisione di chiudere alcune scuole private religiose. La confraternita guidata da Gülen è ormai in guerra aperta contro il ‘sistema Erdogan’.

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