Linguaggio dei segni, il Parlamento Ue chiede più professionalità

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Le immagini del falso (o non performante) interprete del linguaggio dei segni durante la cerimonia in ricordo di Mandela a Johannesburg hanno fatto il giro del mondo. Superato l’imbarazzo delle prime ore, però, secondo la comunità dei traduttori e interpeti specializzati nel linquaggio dei segni grazie allo scandalo si è riusciti ad attirare l’attenzione su argomenti di cui si discute poco.

Peter Llewellyn-Jones, Presidente dello European Forum of Sign Language Interpreters,
racconta:“Sono rimasto sconcertato dalla performance dell’interprete. Credo però che allo stesso tempo lo scandalo che ne è sorto abbia fatto molto più per la nostra causa che i passati 10 anni di attività e di campagna d’informazione. Oggi, infatti, tutti parlano della professionalità degli interpreti ed è ciò su cui noi cerchiamo di attirare l’attenzione da tempo”.

Il Parlamento Ue ha ospitato a Bruxelles una conferenza sullo standard minimo professionale per interpreti e traduttori del linquaggio dei segni. Obiettivi: garantire il pieno accesso dei sordomuti alle attività istituzionali e aumentare la presenza del linguaggio dei segni nei media.

Per Adam Kosa, eurodeputato ungherese tra gli organizzatori della conferenza è che tempo che le isitituzioni facciano la loro parte:“l’Associazione europea dei traduttori, con cui collaboriamo, sta lavorando al completamento delle linee guida per offrire una formazione di tre anni sul linguaggio dei segni. Ma anche le istituzioni devono diventare accessibili ai cittadini sordomuti, cui va garantita una traduzione di livello adeguato”.

Gli organizzatori della conferenza sperano di riuscire nei loro obiettivi anche grazie alle risorse previste dal bilancio comunitario per il 2014-2020 per traduzioni e accessibilità.

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