Ucraina: piazze a confronto, pro- e anti-Yanukovic

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Sessantamila, o pochi meno: tanti comunque i manifestanti che hanno espresso sostegno al presidente ucraino Viktor Yanukovic, appoggiato in piazza Europa e contestato in piazza Indipendenza, a poco più di duecento metri di distanza.
Una sfida tra piazze che prosegue da giorni, e l’oggetto del dibattito è l’Europa:

“Non vogliamo il trattato con l’Europa, perché comunque non ne faremo parte per almeno quindici anni ancora, non elimineranno il visto d’ingresso, ma semplicemente ci inonderanno dei loro prodotti, come la pancetta polacca che è molto peggiore della nostra, e altre cose del genere. E non vogliamo che le coppie omosessuali possano adottare i nostri bambini…”

La piazza sostiene Yanukovic contro l’altra piazza, che chiede le dimissioni del Presidente dopo il suo congelamento del Trattato d’associazione con l’Unione europea. Che forse andrà firmato comunque, ma non a qualunque costo, dice una manifestante:

“Forse dovremo firmare qualcosa con l’Unione europea, qualche forma di relazione in modo che i nostri prodotti possano essere esportati di là, ma non possiamo perdere il rapporto che abbiamo con la Russia, perché Russia, Bielorussia e Ucraina sono una sola famiglia”

Meno affollata nel pomeriggio, la piazza della protesta, che però si è andata riempiendo in prima serata e si prepara alla seconda grande manifestazione domenicale. Alcuni dei manifestanti anti-governativi sono andati a spiegare le loro ragioni nei pressi dell’altra piazza:

“Stiamo invitando la gente a venire dalla nostra parte perché hanno subito un lavaggio del cervello, li costringono a pensare che siamo, che so… dei nazisti, dei nazionalisti. A pensare che siamo violenti o che li uccideremo. Ed evidentemente non è così”.

La piazza anti-governativa ha accolto con favore la rimozione del capo dell’amministrazione comunale di Kiev e di alcuni dirigenti del Ministero dell’interno, dopo la violenta repressione di due settimane fa. Ma, dicono i manifestanti, tutto questo non basta.

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