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    Onu: probabile uso di armi chimiche almeno 5 volte in Siria

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    askanews

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    New York, (askanews) - Le armi chimiche sarebbero state usate almeno cinque volte nel corso della guerra civile in Siria, secondo un rapporto finale redatto dagli ispettori delle Nazioni Unite e consegnato al segretario generale Ban Ki-moon. In alcuni casi, tra le vittime ci sarebbero anche bambini.
    Nel rapporto vengono citate "prove attendibili e credibili sul probabile uso di armi chimiche" nelle località di Ghouta e Jobar, vicino Damasco, Khan Al Asal, vicino ad Aleppo, Saraqueb, nel nord-ovest del paese, e Ashrafieh Sahnaya, sempre nei pressi della capitale. Gli ispettori Onu non sono state invece in grado di arrivare a una conclusione certa riguardo all'uso di queste armi in altri villaggi: Bahhariyeh, vicino a Damasco, e Sheik Maqsood, un sobborgo di Aleppo.
    "La missione delle Nazioni Unite conclude che nel conflitto in corso tra le parti nella Repubblica araba siriana è stato fatto uso di armi chimiche", si legge nel rapporto preparato degli ispettori guidati dallo svedese Ake Sellstrom. Non vengono comunque attribuite responsabilità perché questa indagine andava al di là del mandato affidato alla missione dal Consiglio di sicurezza.
    I governi dei Paesi occidentali e di quelli arabi, insieme alle fazioni ribelli, accusano il regime di Damasco di avere perpetrato gli attacchi con i gas mentre Damasco, sostenuta dagli alleati russi e iraniani, respinge al mittente la terribile responsabilità.
    Dal canto suo, il presidente siriano Bashar al-Assad ha ammesso che le forze armate siriane dispongono di arsenali chimici ma si è impegnato a neutralizzarli consegnandoli a esperti internazionali, operazione che è attualmente in corso.
    (Immagini Afp)