Nel carcere di Opera una palestra di libertà grazie ai privati

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Milano (TMNews) - Il degrado e il sovraffollamento delle carceri italiane lasciano poco spazio e zero fondi a strutture in apparenza non fondamentali come le palestre dei penitenziari, per questo nella casa di reclusione di Opera, poco lontano da Milano, ci hanno pensato i privati della fondazione Candido Cannavò e di Edison, che hanno ristrutturato e attrezzato il locale di 500 metri quadrati dedicato allo sport dei detenuti. "La palestra è l'unica cosa bella che c'è in carcere, finché possiamo usarla la sfruttiamo, sarebbe bello poterla usare tutti i giorni". "La palestra è uno spazio di libertà, grazie al quale riusciamo a scacciare la depressione del carcere, dove riusciamo a trovare gli stimoli per andare avanti". Il progetto prevede una seconda fase, nel 2014, che estenda l'uso dell'impianto oltre il calcetto a all'attività individuale come spiega il direttore del carcere Giacinto Siciliano: "Vogliamo valorizzare lo sport non soltanto come occasione per le persone di accedere all

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