Egitto, secondo pannello di giudici rinuncia a processare capi della Fratellanza

Prova il nostro nuovo lettore
9 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Un copione già visto va in scena alla corte di assise del Cairo, in Egitto. Per la seconda volta in poco più di un mese, i giudici del processo a carico della guida suprema della Fratellanza musulmana e di altri esponenti di spicco della confraternita hanno rinunciato al loro incarico.

Una scelta dovuta alle contestazioni di cui sono stati oggetto da parte degli imputati, che dovrebbero rispondere di incitazione all’omicidio di manifestanti.

La figlia del numero due della Fratellanza, Khairat el Shater, accusa il sistema giuridico di essere politicizzato: “Qui sono tutti al servizio del generale al Sisi e del suo regime”, dice Aisha.

I disordini che si sono verificati in aula si riproducono nei pressi dei due principali atenei della
capitale egiziana, l’università del Cairo e quella di al Azhar. Da una parte, gli studenti che sostengono il deposto presidente Morsi; dall’altra la polizia. Lanci di sassi e bottiglie contro un uso massiccio di gas lacrimogeni. Le proteste si susseguono da giorni, alimentate dalla rabbia per l’uccisione di uno studente di ingegneria. A poco è servita la legge approvata qualche settimana fa che vieta ogni manifestazione non autorizzata.

0 commenti