Nato, il centro di difesa dagli attacchi cibernetici è in Estonia

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Perifieria di Tallin, Estonia. In un ex complesso militare costruito ai tempi della Russia zarista, si trova il centro Nato per la difesa dai cyber-attacchi.

La repubblica Baltica, membro dell’alleanza atlantica dal 2004, è oggi tra i paesi più digitalizzati al mondo. Vittima nel 2007 di un forte attacco cibernetico l’Estonia ha visto paralizzati per giorni siti web di istituzioni e imprese.

Andrus Padar, a capo dell’unità per la difesa da attacchi cibernetici spiega:“Si è parlato spesso di una guerra cibernetica ai danni dell’Estonia, ma oggi la definiamo più che altro una sorta di atto di bullismo cibernetico. Computer e internet possono essere strumenti utili, ma anche armi”.

Cosa comporta davvero un attacco cibernetico e quali le migliori tecniche per difendersi?

Per Tarmo Randel, a capo del team per le emergenze del Centro della Nato a Tallin, non esistono antivirus:“La cosa migliore da fare è avere amici nel paese e fuori. Non si sa mai chi ricorrerà ad attacchi cibernetici nell’esprimere la propria visione politica”.

Gli analisti del centro estone ammettono che gli attacchi cibernetici contro i paesi Nato stanno aumentando, diventando anche sempre più sofisticati. Per questo in alcuni casi ha senso paragonarli a veri e propri attacchi militari. Jamie Shea, assistente del Segretario Generale, afferma: “Abbiamo già detto che in casi di particolare gravità si potrà applicare l’articolo 5 del meccanismo collettivo di dfiesa della Nato, anche agli attacchi cibernetici”.

Gli attacchi cibernetici ai sistemi dei paesi Nato variano moltissimo: da semplici attacchi hacker a veri e propri bombardamenti di siti strategici, alla messa in pericolo della vita di soldati occupati in operazioni speciali.

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