Kiev. I dimostranti denunciano i pestaggi al vertice dell'Osce

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I dirigenti ucraini non avrebbero voluto questa atmosfera di quasi rivoluzione a Kiev in occasione del vertice dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

I manifestanti anti-governativi, invece, non potevano sperare cassa di risonanza migliore per denunciare le violenze perpetrate dalle forze dell’ordine per reprimere le manifestazioni di questi giorni:

“Siamo qui per incontrare i ministri degli Esteri che arrivano per la conferenza e per informarli su quanto è successo ai giornalisti che coprivano le proteste fuori dal palazzo presidenziale – dice la giornalista Nataliya Sokolenko – Abbiamo le fotografie che provano come i poliziotti antisommossa abbiano impedito loro di lavorare”.

Se il ministro degli esteri russo Serguiei Lavrov ha parlato di ‘isteria europea’ dopo la mancata firma dell’accordo di associazione fra l’Ucraina e Bruxelles, la rappresentante dell’Osce per la libertà di stampa Dunja Mijatovic ha fatto dichiarazioni molto diverse:

“Ho deciso di scrivere al ministro degli Esteri ucraino, che ospita il vertice dell’Osce, per chiedergli una rapida reazione nei confronti di questa situazione che trovo estremamente preoccupante. E mi riferisco ovviamente anche al suo collega di euronews Roman Kupriyanov che è stato picchiato e sappiamo che i giornalisti attaccati, dalle forze dell’ordine per lo più, sono stati oltre 40”.

Da una parte il governo ucraino si dichiara pronto al dialogo con l’opposizione filoeuropea, dall’altra però le autorità giudiziarie lanciano un ultimatum ai dimostranti: devono sgomberare il municipio di Kiev e gli altri edifici pubblici occupati entro 5 giorni.

In caso contrario la polizia entrerà di nuovo in azione.

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