La Kyenge chiama le religioni a raccolta contro il razzismo. A Roma il primo incontro con la ministra per l'integrazione

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Imam e rabbini, preti cattolici e popi ortodossi, religiosi sikh e pastori protestanti, tutti uniti per combattere il razzismo e promuovere l'integrazione degli immigrati. Questa, almeno, è l'intenzione del ministro Cecile Kyenge che questo pomeriggio ha tenuto a battesimo il primo "incontro delle religioni per l'integrazione"."La religione come strumento di integrazione costituisce un elemento fondamnentale da considerare e sviluppare nei percorsi di inclusione"Il primo ministro di colore del nostro paese riprende uno strumento che i suoi predecessori avevano già creato ma con un significato differente:"le diverse comunità religiose rappresentano i luoghi dove i migranti ritrovano il clima del proprio paese e il conforto della loro fede. le stesse comunità si pongono inoltre come mediatori per l'integrazione, mediatori che pur preservando il patrimonio religioso e culturale, non siano guardie che vigilano barriere invalicabili, ma che invece contribuiscono all'apprendimento della lingua, all'apprendimento della cultura e anche della identità italiana"Per la Kyenge, oggetto di ironie e insulti da parte della lega, la questione è tutt'altro che teorica:"Vogliamo rispondere alle provocazioni razziste mettendoci a lavoro tutti insieme, istituzioni e società civile"

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