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    Palermo - Lotta al crimine organizzato - Confiscati beni per 160 milioni di euro (03.12.13)

    Pupia

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    http://www.pupia.tv - Palermo - Un ingente patrimonio, costituito da diverse imprese e relativi complessi aziendali, quote societarie, fabbricati, terreni, autoveicoli e disponibilità finanziarie, del valore di 160 milioni di euro, è stato confiscato dalla Guardia di Finanza di Palermo, su disposizione della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, in esito ad investigazioni economico - patrimoniali svolte, sotto la direzione della Procura della Repubblica del capoluogo siciliano, dal Gruppo d'Investigazione sulla Criminalità Organizzata - GICO - del locale Nucleo di Polizia Tributaria.

    Interessati dal provvedimento di confisca di primo grado sono un esponente di spicco della famiglia mafiosa di Carini ed un imprenditore ritenuto contiguo alla cosca.

    Il primo, P.V., cinquantasettenne originario di Torretta (PA), è stato tratto in arresto nel 2006 per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione, quale appartenente alla famiglia mafiosa di Carini (PA) e condannato nel 2007 alla pena di anni 10 e mesi 7 di reclusione; già sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per tre anni negli anni '80, oltre ad aver curato gli interessi della famiglia mafiosa di Carini attraverso una serie di condotte illecite, tra cui il controllo dei lavori pubblici e l'imposizione del pizzo, nel corso degli anni si è avvalso di numerosi prestanome, ai quali ha fittiziamente intestato il proprio patrimonio accumulato grazie alla sua militanza nell'organizzazione mafiosa.

    L'altro soggetto, A.L., cinquantunenne originario di Carini (PA), è un imprenditore considerato contiguo alla stessa famiglia mafiosa, sottoposto nel 2013 alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale per due anni.

    Arrestato nel gennaio 2007 con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e condannato per questo reato nel 2009, nel tempo ha acquistato numerosi immobili e terreni, in misura non proporzionata rispetto alle sue fonti di reddito ufficiali e dichiarate e quindi considerati il reimpiego di proventi di origine illecita, poi investiti in numerose iniziative imprenditoriali ed immobiliari a Carini, anche con la finalità di rendere difficile la ricostruzione della loro provenienza. (03.12.13)