Ucraina, continua l'assedio: retromarcia di Yanukovich non convince

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Continua l’assedio dei manifestanti ucraini pro-europei ai palazzi delle istituzioni di Kiev. In centinaia bloccano le vie d’accesso ai principali edifici pubblici: dalla sede del Governo, a quella della Presidenza della Repubblica, alla Banca Centrale.

Oltre a presidiare Piazza dell’Indipendenza, hanno occupato anche parte degli uffici del comune, trasformati in dormitori. Quanto al presidente Yanukovich, si è detto disposto a ridiscutere con Bruxelles l’accordo di associazione, la cui mancata ratifica ha scatenato le proteste. Una parziale retromarcia che non convince i partiti di opposizione, ma che potrebbe alleggerire il clima.

Davanti al Palazzo dell’esecutivo, una manifestante afferma: “Quelli che ci governano devono capire che non siamo soddisfatti del loro operato e che è tempo di cambiare”.

Intanto preoccupano le dichiarazioni del premier, secondo il quale le manifestanzioni a favore dell’integrazione europea assomiglierebbero a un colpo di stato.

La corrispondente di euronews a Kiev, Maria Korenyuk, afferma che le strade che portano agli uffici governativi sono bloccate da catene umane. La circolazione è difficile nel centro cittadino, ma oggi le proteste sono pacifiche. Gli organizzatori della mobilitazione raccomandano di non raccogliere le provocazioni e di astenersi da ogni violenza.

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