Islanda, colpo di spugna sui mutui. Pagheranno le banche

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Togliere alla finanza per dare ai proprietari di case. Reykjavik ricorda la foresta di Sherwood nel giorno in cui il governo, in puro stile “Robin Hood”, annuncia la cancellazione di 24 mila euro dal mutuo per la casa di quasi 100mila persone.

A pagare la manovra saranno, attraverso una stretta sull’imposizione fiscale, banche e istituzioni finanziarie. Le stesse che, con il collasso del settore nel 2008, avevano portato l’inflazione alle stelle e, con essa, gli interessi dei mutui (legati all’aumento dei prezzi).

“L’impatto diretto raggiungerà più o meno l’80% delle case islandesi, ma i benefici indiretti toccheranno tutti quanti”, ha spiegato il primo ministro Sigmundur Gunnlaugsson. “Darà una spinta alla crescita economica e al potere di acquisto”.

La popolazione islandese si vedrà garantita anche esenzioni fiscali per 70 miliardi di corone, circa 433 milioni di euro.

Un regalo ai contribuenti che, però, non piace al Fondo monetario internazionale (intervenuto nel 2008 con quasi 5 miliardi di euro di aiuti) e ancor meno a Standard & Poor’s, la quale minaccia retrocessioni.

Il Paese ha già imposto perdite ai creditori per circa 2 miliardi di dollari, il 14% del proprio prodotto interno lordo. Ma il premier non vuole sentir ragioni: la fine della crisi passa da questa manovra.

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