Peter Sis e "La conferenza degli uccelli": illustrare il mistero. Incontro con l'artista pluripremiato: non amo la tecnologia

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Milano (TMNews) - Un poema mistico persiano del XII secolo che racconta un viaggio fisico e spirituale rivisitato dall'artista e illustratore pluripremiato Peter Sis. "La conferenza degli uccellli", che esce per Adelphi è un'esperienza che unisce molti livelli di lettura e che ha richiesto a Sis un lungo lavoro, artistico e anche personale."Ho cominciato a dipingere moltissimi uccelli - ci ha detto - poi ho cominciato a collocarli nella storia... Ho fatto molte ricerche scientifiche ed era un'opera talmente affascinante che ci ho speso un anno e mezzo solo dipingendo le forme degli uccelli".Nell'opera del poeta Attar, messa in scena con successo da Peter Brook, gli uccelli, guidati da un'upupa, vanno alla ricerca del mitico re Simurg, che si dice abbia tutte le risposte. "Intanto fuori dal mio studio - aggiunge Peter Sis - accadevano delle cose: c'erano le elezioni in America e Obama è arrivato dal nulla e tutti dicevano che era la persona che aveva tutte le risposte".Nella "Conferenza", comunque la risposta è ben più mistica che politica: il re che cerchiamo è semplicemente dentro di noi. E le opere di Sis hanno la forza di evocare, oltre che storie, anche emozioni visive, anche al tempo della tecnologia dell'immagine istantanea. "Io preferisco fare tutto con i miei colori - ha concluso l'artista - e tornare ogni giorno o ogni settimana nel mio studio per vedere i cambiamenti, soprattutto dentro di me".Nata come opera per ragazzi, "La conferenza degli uccelli" è poi divenuto un libro per tutti, che mantiene quella meravigliosa ingenuità che consente di dire profonde verità con una leggerezza che non sarebbe dispiaciuta a Italo Calvino.

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