Varsavia: accordo in extremis alla conferenza Onu sul clima

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Un’intesa in extremis è stata raggiunta a Varsavia alla conferenza Onu sul clima dopo trenta ore ininterrotte di negoziati. Nel testo finale la parola ‘‘impegni’‘ è stata sostituita da ‘‘contributi’‘. È stata questa la soluzione trovata per evitare lo strappo a causa della ferrea opposizione dei Paesi in via di sviluppo a un taglio di emissioni uguale per tutti. I Paesi industrializzati devono porsi obiettivi maggiori, secondo Cina e India, tra le nazioni più intransigenti, perché storicamente responsabili di gran parte delle emissioni.

Marcin Korolec, il presidente della Conferenza di Varsavia, ha spiegato alcuni punti di questo accordo: “100 milioni di dollari per il Fondo sull’Adattamento, oltre 6 miliardi di euro di finanziamento per combattere l’effetto serra. Concordiamo, inoltre, sulla creazione di un meccanismo internazionale di ‘perdite e danni’ che fornisca finanziamenti per riparare gli effetti del cambiamento climatico a cui non ci si può adattare. Un contributo significativo è stato dato per preservare le foreste.”

Obiettivo futuro è contenere l’aumento della temperatura media del pianeta entro i 2 °C rispetto all’era pre-industriale.

“Non è possibile risolvere il problema dei cambiamenti climatici con una sola conferenza, con un solo negoziato,” ha detto Christiana Figures, segretario esecutivo della convenzione dell’Onu sul clima. “Ognuno di questi colloqui sul clima, ce n‘è uno ogni anno, deve segnare un passo importante in avanti, nella giusta direzione. Di progressi ne sono stati fatti diversi nel corso degli ultimi anni.”

I ‘‘contributi’‘ per combattere i cambiamenti climatici, decisi dagli oltre 190 Paesi, dovranno essere comunicati e valutati molto prima della conferenza di Parigi nel 2015. In quella sede dovrà essere varata la strategia mondiale per la riduzione dell’effetto serra che entrerà in vigore nel 2020.

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