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Greenpeace: il Tribunale Marittimo di Amburgo ordina alla Russia il rilascio degli attivisti

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Il Tribunale Marittimo di Amburgo non è competente sulla vicenda dell’Arctic Sunrise. Questa la reazione della Russia dopo che i giudici della Corte con sede in Germania hanno stabilito che Mosca deve liberare subito tutti gli attivisti di Greenpeace e dissequestrare la nave, in cambio di una cauzione da 3,6 milioni di euro.

“È triste – commenta Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International – perché significa che i nostri attivisti hanno passato più di due mesi in prigione per un crimine che non hanno commesso. Ma il mondo deve ricordarsi che l’azione pacifica che gli attivisti hanno intrapreso non è stata compiuta nel loro interesse”.

Il ricorso era stato promosso dai Paesi Bassi perché l’Arctic Sunrise batteva bandiera olandese. Rimessi intanto in libertà, seppure su cauzione, 27 dei trenta attivisti dell’organizzazione ambientalista tra cui il capitano Peter Willcox, tutti detenuti a San Pietroburgo. La Russia sostiene che nessuno di loro può lasciare il Paese. Di parere opposto i giudici di Amburgo.

L’equipaggio della nave era stato arrestato a metà settembre dopo l’azione compiuta contro una piattaforma petrolifera di Gazprom nel mare Artico. Accusati di hooliganismo, rischiano fino a sette anni di reclusione.

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