Ue-Ucraina: Putin alza la voce contro una Bruxelles sottotono

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Victor Yanukovich resta il benvenuto a Vilnius. La diplomazia europea cela dietro parole accomodanti una sconfitta che brucia. Da due giorni Bruxelles sembra avvolta da un alone d’imbarazzo per essere stata scalvacata da Putin nell’avvicinamento all’Ucraina.

“Siamo delusi, ma continuiamo a credere che nel futuro dell’Ucraina ci sia ancora l’Europa” ha affermato Maja Kocijancic, portavoce
della responsabile per la politica estera europea Catherine
Ashton “Soprattutto se si pensa alle forti pressioni esercitate su Kiev da Mosca. Continuiamo a credere nel diritto di ogni paese a stringere liberamente le relazioni con chi vuole”.

Dal commento sottovoce di Bruxelles ai toni urlati di Mosca. Putin ha accusato l’Europa d’incitare Kiev alla rivolta in caso di avvicinamento alla Russia. “A proposito di pressioni. Abbiamo sentito le minacce dei nostri partner europeo contro l’Ucraina” ha affermato Vladimir Putin in conferenza stampa “Sono arrivati fino a promuovere manifestazioni di massa. Ecco la pressione, ecco il ricatto”.

Per l’ambasciatore russo presso l’Unione europea Vladimir Chizhov, ora Kiev è libera di entrare nell’unione doganale guidata da Putin: “Un’analogia calzante potrebbe essere quella con un rullo compressore. L’Europa stava essenzialmente dando ordini all’Ucraina: cosa fare, quali riforme adottare, chi far uscire di prigione. Bruxelles non ha mai offerto a Kiev né agli altri paesi del partenariato orientale la piena membership. Ora l’Ucraina potrà entrare nell’unione doganale”.

Per Bruxelles la partita non è vinta, ma solo rinviata al 2015, a dopo le elezioni presidenziali a Kiev.

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