Con "Black nativity" prosegue l'ondata afroamericana al cinema

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Anno ricco per il cinema afroamericano a Hollywood. Con un po’ di anticipo sulle festività arriva “Black nativity”.

La storia: Langston, interpretato da Jacob Latimore, è un adolescente di Baltimora, figlio di una ragazza madre, Naima, Jennifer Hudson. Va a New York per trascorrere le vacanze di Natale con lontani parenti: il reverendo Cornell, Forest Whitaker e Aretha Cobbs,Angela Bassett. La fuga, per sfuggire alle invise regole che gli vengono imposte e tornare dalla madre, porterà Langston a intraprendere un sorprendente viaggio.

Ma nel 2013 sono stati già parecchi i film con protagonisti neri che si sono imposti all’attenzione della critica e, ancor più, del pubblico. Spaziando in tutti i generi, come ricorda Angela Basset: “sì, è stato un buon anno. È uscito da un paio di giorni ‘The best man holiday’. Ora, assieme a questo film, esce anche ‘Mandela’. Abbiamo avuto il grande successo di “The butler”, dopo quello di ‘Fruitvale station’. Direi che è stato proprio un buon anno per il cinema afroamericano”.

In tre dei film citati dalla Bassett c‘è lo zampino di Forest Whitaker. Produttore di “Fruitvale station”, nel cast di “The butler” e “Black nativity”.

“Penso – dice l’attore di ‘La moglie del soldato’ – che sia un momento unico. Non ne ricordo altri con film così particolari, di registi unici. Stiamo cominciando a vedere le loro voci venire fuori a raccontare l’esperienza della comunità afroamericana nella sua interezza. Questo racconto a 360 gradi fa capire come sia connessa al mondo intero”.

Sensazione ha suscitato il risultato, nel primo week end di programmazione, di “The best man holiday”, che ha incassato 30,6 milioni di dollari. Quasi il doppio di quanto è costato. Con grande sorpresa degli attenti osservatori del box office, secondo i quali non avrebbe portato a casa metà della spesa.

Il film narra la riunione, dopo 15 anni, di un gruppo di amici del college, che si accorgeranno di quanto sia facile riaccendere vecchi amori e rivalità.

Il regista Malcom D. Lee invita a smettere di considerare il cinema “di colore” come una sorta di nicchia: “è tempo di smetterla di etichettare i film come ‘neri’ o ‘per la gente nera’. Sono film per tutti. Trattano temi universali e credo sia ora di finirla con questa concezione che ogni volta che c‘è gente di colore sullo schermo si parli di razza. La razza viene fuori in ‘Best man’, ma non è il tema del film”.

L’anno prossimo si terrà la cerimonia degli Oscar numero 86. In passato, solo un pugno di attori afroamericani hanno ottenuto delle nomination e meno ancora la statuetta. Potrebbe essere la volta buona per un trionfo del “black power”. Che ha già conquistato l’Academy, per la prima volta guidata dall’afroamericana Cheryl Boone Isaac.

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