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    JFK 50 anni dopo: la morte e la lotta per i diritti civili

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    askanews

    per askanews

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    Roma (askanews) - 22 novembre, 50 anni dall'assassinio di John Fitzgerald Kennedy. La morte del presidente nel pieno della campagna per i diritti civili degli afroamericani; seguita nel 1968 dall'assassinio di Martin Luther King, e di Robert Kennedy, candidato presidenziale dopo JKF. Tre omicidi su cui 50 anni dopo riflettiamo ancora. Anche con la mostra Freedom Fighters, combattenti per la libertà, una cronologia al Maxxi di Roma. La curatrice Alessandra Mauro: "Questa cronologia è illustrata da una serie di immagini particolarmente emblematiche che raccontano questo cammino per la difficile affermazione dei diritti civili. Adesso vedere queste immagini e questi volti, leggendo poi gli avvenimenti di cui sono stati protagonisti, secondo me ci permette di ricostruire una piccola storia visiva dei nostri ideali".
    In quello stesso 1963, era agosto, quattro mesi prima che JFK morisse, una folla oceanica a Washington ascoltò Martin Luther King proclamare "I have a dream". Ancora Alessandra Mauro: "Quello che si è sempre chiesto con la campagna dei diritti civili non era di fare delle nuove leggi ma solo di far rispettare le leggi che già c'erano".
    Clip 91 - 05-21 (COPRIRE CON CLIP 704 TARGHETTA E CLIP 703 FOTO Bob kennedy, JFK e Lyndon Johnson)
    E' un percorso che è fatto di gesti plateali, "I have a dream", discorsi che infervorano, ma è fatto di un lavoro politico puntuale per cercare di affermare quello che in realtà era scritto sulla carta.