Sequestrato l'hotel Mutacita gestito dalla Camorra. Continua l'Operazione Mirror dei Carabinieri

altarimini
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"Abbiamo l'albergo. C'è anche la piscina con idromassaggio e ci sono parecchie camere". Queste le parole pronunciate da Giuseppe Ripoli, materano 35enne e Massimiliano Romaniello, napoletano 40enne, i due camorristi che avevano preso in gestione l'hotel Mutacita di viale Lugano a Miramare di Rimini, ed ora arrestati in base all'art. 416 bis con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e di intestazione fittizia di beni. Continua senza sosta l'Operazione Mirror dei Carabinieri di Rimini che hanno provveduto a sequestrare l'Hotel Mutacita stamani dando esecuzione al provvedimento emesso in data 6 novembre 2013 dal GIP del Tribunale di Bologna su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna. La struttura alberghiera era stata acquisita ad aprile quando il vecchio gestore, indebitato per circa 20 mila euro con i due delinquenti, aveva deciso di cedere la conduzione a quest'ultimi, i quali avevano prontamente intestato la società dell'hotel ad un prestanome definito "il pizzaiolo". Si tratta di Alfredo Forte, casertano 51enne da tempo residente a Rimini, accusato ora di intestazione fittizia di beni con l'aggravante di avere agevolato un'associazione di stampo mafioso. Nel corso dell'indagine e delle attività tecniche, è emerso che Romaniello e Ripoli erano convinti di poter realizzare dalla gestione dell'hotel un utile lordo di 250.000 euro, che si sarebbe evoluto, a loro parere, in un netto di 120.000 euro compresi i costi relativi al mantenimento dei lavoratori all'interno dell'attività. L'acquisizione del Mutacita ha assunto una certa rilevanza considerando che sempre più spesso camorristi come Romaniello e Ripoli sono attivamente impegnati nella ricerca di attività commerciali di vario genere, già avviate e possibilmente in crisi, per subentrare nella gestione.

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